Il 1° aprile 1945 il parroco Don Giovanni Castellini ricostituì formalmente l’antica confraternita di S. Antonio Abate, intitolandola anche a S. Antonio da Padova. Il regolamento stabiliva che essa era una pia associazione di uomini che, nella dipendenza alle autorità ecclesiastiche, praticavano la devozione ai due santi per ottenerne la protezione e promettevano di essere a disposizione per ogni manifestazione di fede richiesta dal culto parrocchiale.
All’inizio ogni confratello indossava al braccio, come segno di riconoscimento, una fascia celeste, in attesa di dotarsi della veste, da procurarsi a sue spese, che sarà poi di colore grigio con stemma di metallo. Era previsto il pagamento di una quota come "trentesimo", che doveva servire per suffragare i confratelli defunti e per scopi di culto.

Nell’elenco dei primi aderenti figurano Guglielmo Sargenti (priore), Enrico Costantini (priore), Aleandro Lunghi (segretario). Nel tempo la confraternita si è identificata sempre più nel santo egiziano, S. Antonio Abate. Nel fine settimana, prima della memoria del santo (17 gennaio), continua l’antica tradizione di portare il sale e il pane alle famiglie di Costano.