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Caro San Giuseppe,

            per merito di P. Salvio stiamo imparando a conoscerti meglio; sapevamo che sei il patrono della nostra parrocchia, ma la tua vita vissuta nella riservatezza e all’ombra di Maria e Gesù, non ci ha permesso di venerarti come meriti.

           Poi è arrivato il nuovo parroco, P. Salvio, cultore di S. Giuseppe che ci ha trasmesso il suo amore per Te.

          Sono tre anni che Ti festeggiamo solennemente con la liturgia e civilmente coinvolgendo in particolare i padri e i figli. Anche quest’anno per opera di tanti volontari, dotati di una grande e buona volontà, è stato preparato il “Piatto di S. Giuseppe”.

          La fama del piatto, per la sua bontà e particolarità si è diffusa in tutto il circondario arrivando quest’anno a consumarlo oltre 500 persone.

         Vedi S. Giuseppe in diversi posti, in Italia e nel mondo, ti venerano e ti festeggiano ognuno in modo particolare.  Una tradizione di cui sono rimasta veramente colpita è quella che si ripete ogni anno in occasione della Tua festa in un paesino della Sicilia: Leonforte in prov. di Enna.

La festa comincia il 18 realizzando, dentro le case di chi ha fatto un voto, grandi tavole imbandite dette “Altari” (Artara) o “tavolate”.  Sono preparate con pane lavorato in particolarissime forme, ed è l’elemento fondamentale dell’altare.

In tempi più recenti si sono aggiunti i più disparati alimenti, primizie e bevande.

Secondo la tradizione pare che tu S. Giuseppe esiga anche varie frittate di cardi e finocchi selvatici, fave, ceci, ecc. che vengono distribuite ai visitatori durante la veglia del 18 mentre si recitano le preghiere dialettali che narrano la vita di Gesù.

A mezzogiorno del giorno 19, mentre noi consumiamo il “Piatto di S. Giuseppe”, a Leonforte  viene distribuito ai poveri (che loro chiamano santi) quanto imbandito sull’altare. L’addetto a questo compito è il padrone di casa non prima che abbia provveduto alla lavanda e al bacio dei piedi di ogni singolo “santo”.

Questo è solo un esempio di quanto ti vogliono bene o caro S. Giuseppe!

Cosa ci aspettiamo da te?

       Protezione, conforto e pace.

Di Nicolina Usai