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di Sabina Scarponi

“Non siamo noi che salviamo il mondo: è il Signore che lo salva!”

Con queste parole è terminato il breve ma incisivo intervento di Papa Francesco nella Cattedrale di San Rufino rivolto a tutti i fedeli presenti: clero, religiosi e consigli pastorali della Diocesi.

Il Santo Padre nel suo discorso ci ha presentato tre aspetti chiave per la nostra vita di comunità cristiana:

il primo è “ascoltare” la Parola di Dio che, dice, “suscita la fede, la nutre, la rigenera”. Un aspetto questo, ha sottolineato il Papa, “su cui tutti possiamo migliorare, per essere meno ricchi delle nostre parole e più ricchi delle Sue Parole”. Questo riguarda tutti: dai sacerdoti ai genitori, dai catechisti agli sposi cristiani. “Non basta leggere le Sacre Scritture, bisogna ascoltare Gesù che parla in esse, bisogna essere antenne che ricevono, sintonizzate sulla Parola di Dio, per essere antenne che trasmettono! Si riceve e si trasmette. E’ lo Spirito di Dio che rende vive le Scritture, le fa comprendere in profondità”.

Il secondo aspetto che il Pontefice ha spiegato è il camminare”. “Il Sinodo che voi state tenendo - ha detto - è un cammino” e “che cosa c’è di più bello se non camminare insieme, collaborando e aiutandosi a vicenda? Chiedersi scusa, riconoscere i propri errori e chiedere perdono, ma anche accettare le scuse degli altri e perdonare?” - imparare ad usare misericordia anche verso gli altri e non solo verso se stessi. E mentre si cammina si parla, ci si conosce, ci si racconta gli uni agli altri, ci si aspetta, si pone attenzione ai più deboli, si cresce come in una famiglia, evitando le chiacchiereche sono pericolose.

Infine il terzo aspetto, importante per la comunità, è “annunciare” fino alle periferie, che sono, ha chiarito il Santo Padre, zone della Diocesi ma anche “realtà umane”, persone emarginate, lontane anche solo spiritualmente. E qui Papa Francesco ci ha lasciati con il suo incoraggiamento ”... non abbiate paura di uscire e andare incontro a queste persone, a queste situazioni. Non lasciatevi bloccare da pregiudizi, da abitudini, rigidità mentali o pastorali, dal ‘si è sempre fatto così!'. Ma si può andare alle periferie solo se si porta la Parola di Dio nel cuore e si cammina con la Chiesa, come San Francesco. Altrimenti portiamo noi stessi, e questo non è buono, non serve a nessuno! Non siamo noi che salviamo il mondo: è il Signore che lo salva!”.