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di Nicolina Usai in Morichetti

Domenica 7 aprile 2013 ore 06 siamo tutti pronti per una nuova avventura: visitare a Roma il Palazzo del Quirinale, sede del Presidente della Repubblica, e Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati.

       Nonostante la levataccia, siamo abbastanza baldanzosi e felici di intraprendere questo nuovo, seppur breve, viaggio. In 52, di tutte le età, e di provenienze diverse (Costano, S. Maria degli Angeli, Spello, Torgiano, Cannara e Marsciano) partiamo alla volta di Roma. Arriviamo intorno alle ore nove in Piazza del Quirinale, mentre un gruppo di sette partecipanti si dirigono in Piazza San Pietro per salutare, anche da parte nostra, il carissimo Papa Francesco.

       E’ una giornata metereologicamente splendida.

In piazza ci attendono due meravigliose e giovani guide: Serena e Marta, che in seguito abbiamo scoperto bravissime, ed insieme a loro una fila lunghissima di persone in attesa di entrare.

Anche noi concorriamo ad aumentare la fila: aspettiamo pazientemente il nostro turno sotto un bellissimo e caldo sole.

Eccoci finalmente arrivati, seguiamo le guide ( una delle quali Marta porta come simbolo di riconoscimento la testina del maiale e per il quale chiediamo spiegazioni; scopriamo così che Marta è di Marino, il paese dei colli romani della famosa porchetta. “E no” diciamo noi, è Costano il paese della porchetta e la difendiamo a spada tratta. Che combinazione! Due paesi porchettari che si incontrano, questa volta, per puro caso).

       Superate le misure di sicurezza ci addentriamo nello splendido palazzo, sede prima dei Papi, poi del Re ed ora del Presidente della Repubblica.

Impossibile descrivere minuziosamente tutte le sale che abbiamo visitato, preferisco elencare le principali: Salone delle Feste, Sala degli Specchi, loggia d’Onore, Sala degli Scrigni, Sala di Ercole, Sala degli Ambasciatori, Sala di Augusto, Sala Gialla, Sala del Diluvio, Cappella Paolina, Salone dei Corazzieri.

Ci colpiscono i bellissimi affreschi, gli arredi e gli stupendi lampadari di Murano che illuminano i sontuosi saloni.

         Siamo un po’ tristi nel dover lasciare queste meraviglie, purtroppo la visita è finita, ma torneremo, promesso.

Ed ora tutti a pranzo al self-service di via del Corso.

         Ci aspetta Palazzo Montecitorio. Sulla piazza antistante un serpentone di aspiranti visitatori ci obbliga a metterci in fila, anche se ci dicono che forse non riusciremo ad entrare. Ma la nostra testardaggine alla fine viene premiata ed entriamo come ultimo gruppo.

Ci guida, per i meandri del Palazzo, un signore gentilissimo, molto bravo e chiaro nelle spiegazioni.

Visitiamo le sale di rappresentanza:

la Sala della Lupa: è la sala nella quale il 10 giugno 1946 fu proclamato l’esito del Referendum che sancì la nascita della Repubblica Italiana.

La Sala Gialla ora Sala Aldo Moro: intitolata allo statista, assassinato il 9 maggio 1978 dalle Brigate rosse, per onorarne la memoria.

La Sala della Regina: così chiamata perché la sovrana vi era ricevuta con il suo seguito in occasione del discorso della corona.

Il Transatlantico:. è un vasto salone che conduce all’aula e divide la parte moderna del palazzo da quella più antica. Il suo nome si deve agli arredi e al soffitto realizzati dalla ditta Ducrot di Palermo, ma soprattutto alle plafoniere, che ricordano le lampade delle grandi navi transoceaniche, con rameggi in ferro battuto che sostengono grandi globi semisferici vetrati. E’ anche il luogo dove i giornalisti attendono i deputati per chiedere loro commenti e dichiarazioni a margine dei dibattiti.

L’AULA della Camera dei Deputati è il luogo dove i deputati si riuniscono in assemblea per esercitare la funzione legislativa. Colpisce per la sua maestosità e per lo sviluppo verticale. Ha la forma di una cavea teatrale di eredità greco-romana ed è decorata da una fitta trama floreale con un intreccio di nastri e festoni. La copertura, dalle tonalità verdi e azzurre del velario in vetro e ferro, è opera di Giovanni Beltrami. Un’altra importante opera che adorna l’aula è l’altorilievo bronzeo dedicato alla glorificazione della Monarchia Sabaudia che troneggia al centro dell’emiciclo, dietro il banco del Governo e il seggio della presidenza.

Soddisfatti per quanto abbiamo visto e sentito concludiamo le nostre visite di istruzione, non senza rimpianti, nel lasciare la città eterna anche se la tranquillità del nostro paesino non la cambieremo mai con niente altro. Arrivederci alla prossima avventura!